Strettamente correlata alla durata del diabete, la retinopatia va diagnosticata precocemente, attraverso periodici controlli oculistici
La retinopatia diabetica è il danno che l’iperglicemia cronica provoca ai vasi della retina. È una complicanza vascolare altamente specifica del diabete, sia del tipo 1 sia del tipo 2. La retina è un tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio. Quando la luce entra nell’occhio, la retina la trasforma in segnali nervosi che invia, attraverso il nervo ottico, al cervello. Un danno del tessuto retinico può determinare la perdita della vista.
La frequenza della retinopatia diabetica è strettamente correlata alla durata del diabete e, complessivamente, può considerarsi come la più frequente causa di nuovi casi di cecità tra gli adulti di età compresa tra i 20 e i 74 anni. È oramai certo che un buon controllo glicemico riduce di oltre il 75% il rischio di retinopatia e che, se questa è già presente, ne può rallentare l’evoluzione in più del 60% dei casi.
Cosa succede alla retina?
Le alterazioni principali causate dall’iperglicemia cronica sono l’aumento della permeabilità vasale che provoca da una parte fuoriuscita di liquidi dai vasi (edema retinico diffuso e localizzato) e dall’altra fuoriuscita di sangue (emorragia). Possono comparire delle occlusioni microvascolari (dei piccoli vasi retinici) che possono causare sofferenza ischemica e ipossia (mancanza di apporto di ossigeno) retiniche; queste, se non adeguatamente trattate, potranno portare alla formazione di neovasi (o vasi neoformati) nel tentativo di ripristinare un normale arrivo di sangue.
Quali sono gli stadi della retinopatia?
Il danno dei piccoli vasi della retina può essere di diversa entità e si manifesta con stadi successivi che vengono classificati nel seguente modo:
- retinopatia diabetica background caratterizzata da microaneurismi (piccole dilatazioni dei capillari), emorragie ed edema retinico
- retinopatia preproliferante in cui tutte le lesioni sono causate da ischemia retinica
- retinopatia diabetica proliferante caratterizzata da neovascolarizzazione: rappresenta l’esito di una retinopatia ischemica incontrollata che si caratterizza per emorragie recidivanti nel corpo vitreo (una sezione dell’occhio che sta davanti alla retina) provenienti da nuovi vasi. Si possono formare membrane fibrotiche che conducono, se non arrestate in tempo, a distacchi retinici.