Perché rinunciare al piacere della tavola? A volte possono bastare poche attenzioni in più per godersi una serata in compagnia
Cenare al ristorante è un’occasione di gioia che unisce il piacere della gola a quello della convivialità. O almeno così dovrebbe essere. Chi è affetto da diabete potrebbe invece reagire con un certo disagio ad un invito a cena, cominciando a preoccuparsi anticipatamente sulla gestione di tutte quelle piccole (e grandi) imprevedibilità che potrebbero guastargli la serata. In realtà questa apprensione non è giustificata. Come spesso accade, al diabetico in fondo basterebbe agire con un po’ di lungimiranza per mettersi in condizione di godersi piacevolmente una serata in compagnia.
Ad esempio, la prima cosa da fare è informarsi bene su dove si va a mangiare, quale tipo di cucina offre il ristorante scelto e sui piatti proposti, anche per avere un’idea della quantità della porzioni. Sapere se si tratta di una trattoria toscana oppure di un ristorante che propone nouvelle cuisine, in questo senso è già un’informazione importante!
In linea generale possiamo dire che la scelta di un ristorante magari più caro ma di qualità superiore offre maggiori garanzie sulla qualità dei cibi e delle cotture: i piatti che vanno bene per un diabetico sono quelli più sani e leggeri, i migliori – da un punto di vista nutrizionale – per tutti. C’è anche da aggiungere che tra i ristoratori si sta diffondendo una nuova sensibilità e una maggiore attenzione verso chi soffre di intolleranze alimentari o di alcune patologie specifiche, come il diabete.
Un altro problema che potrebbe nascere, una volta giunti a destinazione, è un ritardo: a volte, nonostante la prenotazione, può capitare di aspettare anche a lungo prima di sedersi al tavolo e, in questi casi, dato l’affollamento del locale, anche l’attesa dei piatti potrebbe protrarsi oltre la soglia sostenibile. Informare per tempo il ristoratore delle vostre necessità potrebbe essere d’aiuto, ma se vi trovate nella condizione di non poterlo oppure di non volerlo fare (ad una cena di lavoro, ad esempio con colleghi ai quali non volete rendere nota la vostra condizione) una soluzione potrebbe essere quella di somministrarvi l’insulina dopo aver effettuato l’ordinazione.
Se non avete avuto modo di informarvi in anticipo sul tipo di cucina proposta, il consiglio migliore è quello di scegliere sempre i piatti più leggeri, quelli meno conditi, gli alimenti meno grassi, di non mangiare le patate se volete mangiare il pane, di evitare le bibite zuccherate, gli intingoli e tutti gli eccessi. In questo senso orientate, se vi è possibile, anche la scelta del locale preferendo la cucina che conoscete a quella etnica o troppo elaborata, dove potreste avere difficoltà nel riconoscere gli alimenti. A tal proposito potrà esservi utile informarvi presso le APT (Aziende per il Turismo) regionali o locali, sia della vostra zona di residenza, sia di altre zone che potreste frequentare, sull’esistenza di annuari specifici di alberghi e/o ristoranti sul turismo accessibile. In questi agili libretti è possibile, a volte, trovare informazioni sui ristoranti che propongono menù adatti (o adattabili) anche a chi soffre di alcune patologie. Un buon esempio è la Guida al Turismo Accessibile a Napoli e Provincia (disponibile anche on line).