Intraprendere programmi di esercizio fisico senza le adeguate precauzioni può comportare alcuni rischi che possono e devono essere minimizzati con un attento screening pre-esercizio e seguendo programmi individuali, concordati con il proprio diabetologo
Prima dell’avvio di una attività fisica, soprattutto se di intensità maggiore alla semplice camminata veloce e se si tratta di discipline sportive, è necessario che la persona affetta da diabete venga valutata del diabetologo per escludere o definire complicanze micro/macro vascolari, cardiache e neurologiche.
In alcune situazioni sarà necessario eseguire accertamenti più approfonditi (ed es. il test da sforzo). La presenza di malattia cardiovascolare o di complicanze, quali neuropatia vegetativa grave, neuropatia periferica grave, retinopatia pre-proliferante o proliferante e edema maculare, controindicano la pratica di alcuni tipi di esercizio. In questi casi dovrà, quindi, essere definito un programma specifico di attività.
L’inizio di un piano di allenamento deve sicuramente tener conto della terapia ipoglicemizzante in corso: il paziente dovrà ricevere le istruzioni relative alla necessità di integrazione con carboidrati e alla gestione della terapia, al fine di evitare ipoglicemie. Le variazioni della terapia saranno personalizzate tenendo conto di tutti gli elementi: in primis il tipo di terapia in corso ma anche il tipo di attività, l’orario, l’intensità, il livello di allenamento… e la glicemia di partenza!
Chiaramente le indicazioni sono molto diverse a seconda che sia in corso:
- una terapia orale: nel diabete tipo 2, solamente i farmaci che stimolano la produzione d’insulina comportano rischio di ipoglicemia quando viene svolta un’attività fisica inusuale. In questi casi bisogna sapere come comportarsi per evitare l’ipoglicemia (ridurre il farmaco e/o assumere spuntini di carboidrati);
- oppure una terapia insulinica intensiva: in questi casi, la gestione dell’attività fisica (che sia una camminata non prevista o uno sport a livello agonistico) richiede la conoscenza e la messa in pratica di precise regole per variare insulina e gestire gli spuntini. Come regola generale si consiglia l’assunzione di circa 15-30 gr di zuccheri per 30-60 minuti di attività fisica.
In ogni caso, sarà utile intensificare l’automonitoraggio glicemico prima, eventualmente durante (se l’esercizio è di durata superiore a 1 ora), e dopo l’esercizio fisico: il rischio di ipoglicemia, infatti, c’è non solo durante ma anche nelle ore successive allo sforzo e, per proteggersi da questo rischio, bisogna prendere opportune precauzioni (spuntino serale, riduzione posologia farmaci anche dopo l’esercizio..).
Le ultime raccomandazioni riguardano, quale che sia l’attività fisica, l’importanza di scegliere calze e calzature adeguate.
In ogni caso proprio, perché facente parte della terapia della malattia diabetica, la prescrizione di un programma di attività fisica deve poter trovare realizzazione in luoghi dove sia garantita competenza nella realizzazione di un piano terapeutico personalizzato e professionalità adeguate, in grado di sviluppare e supervisionare l’esercizio.