Download
Scarica utili supporti per la gestione della terapia.
Glossario Cerca il significato dei termini che non conosci.
»Associazioni Trova l’Associazione più vicina a te. »Strutture sanitarie Trova la struttura più vicina a te.
Facili da utilizzare, efficaci e precisi nel dosaggio. » Entra
 
puntini » Registrazione
» GESTIONE PROFILO puntini » Segnala ad un amico
» Contattaci
 
» HomeIl diabetologoCurare il diabete

Alimentazione: le diverse priorità nel diabete tipo 1 e tipo 2

Versione per Stampa

La terapia nutrizionale deve essere personalizzata sia sulle peculiarita della persona sia sulle diverse esigenze e priorità imposte dal tipo di diabete di cui la persona è affetta

Se le indicazioni qualitative per una corretta alimentazione possono essere considerate valide per tutte le persone con diabete, nel diabete tipo 1 e nel diabete tipo 2 vi sono priorità diverse. In particolar modo sarà diverso l’approccio al problema "gestione dei carboidrati e dei grassi" a seconda della terapia e diversi gli obiettivi a seconda che la persona in cura sia normopeso o sovrappeso, in terapia orale o insulinica.

Nel diabete tipo 1 la terapia nutrizionale dovrà garantire un apporto energetico adeguato e i pazienti dovranno imparare a:

Nella moderna terapia insulinica (definita basal bolus) è fondamentale che il paziente abbia la massima abilità nel gestire i cibi che contengono zuccheri, non solo per praticare la corretta quantità di insulina ultrarapida al pasto ma anche per gestire con precisione l’assunzione di zuccheri in relazione all’attività fisica, al trattamento o alla prevenzione dell’ipoglicemia. Questo senza dimenticare l’attenzione ad un’alimentazione comunque equilibrata anche per quanto riguarda i grassi e le proteine.

La terapia nutrizionale è fondamentale anche nel diabete di  tipo 2: un calo ponderale pari al 10% del peso iniziale è sufficiente, nei diabetici obesi all’esordio, per normalizzare la glicemia, la pressione arteriosa e i lipidi.
Nel paziente obeso (circa l’80% dei diabetici di tipo 2) la perdita di peso, infatti, è la strategia per raggiungere un buon controllo glicemico e ridurre la colesterolemia e la pressione arteriosa: in definitiva per ridurre il fattore rischio cardiovascolare. L’alimentazione va rivista:

  • correggendo gli errori alimentari;
  • eventualmente può essere frazionata per evitare grandi concentrazioni di calorie e carboidrati;
  • è indicata una restrizione calorica (talvolta è sufficiente 250-500 calorie in meno rispetto alla quota calorica abituale).

Nel paziente normopeso valgono le stesse indicazioni, tranne la restrizione calorica. Tutto questo però va inserito in un piano di intervento dove, accanto alla terapia nutrizionale, venga inserito lo svolgimento di un’adeguata attività fisica.

Qualsiasi modifica dello stile di vita, che si tratti di alimentazione, attività fisica e non dimentichiamo l’abolizione del fumo!, richiede che la problematica venga affrontata da personale adeguatamente preparato non solo a fornire le informazioni ma anche capace, partendo da bisogni e dalle difficoltà delle persone, di motivare alla messa in pratica e al mantenimento nel tempo di comportamenti corretti.

Didascalia
Didascalia
Didascalia
 
 
 
imgBandieraIT imgbandieraEng site version Mappa del sito -  Note Legali   -  2012 © Copyright Artsana S.p.A.