Colpisce soprattutto bambini e adolescenti ma può insorgere anche in età adulta. L’unica cura attualmente possibile è l’assunzione d’insulina attraverso iniezione
L’esordio clinico del diabete mellito tipo 1 avviene, in genere, in maniera repentina con comparsa dei sintomi da iperglicemia grave (bisogno di bere e di urinare molto, stanchezza, perdita di peso) quando si è realizzata distruzione dell’80-90% delle beta cellule. Questa forma della malattia rappresenta circa il 10% delle persone con diabete e, anche se nella maggior parte dei casi insorge nell’infanzia o nell’adolescenza, è possibile che il processo autoimmune si inneschi in età più adulta. In questi casi il processo di distruzione delle ß-cellule è, in genere, più lento ed il diabete, pur essendo sempre di tipo 1, viene definito LADA (Late Autoimmune Diabetes in Adults) ovvero diabete autoimmune che insorge in età adulta.
La distruzione delle beta cellule è irreversibile per cui l’unica cura attualmente possibile è assumere dall’esterno l’insulina indispensabile per permettere il normale utilizzo del glucosio e quindi il nutrimento delle cellule (terapia insulinica sostitutiva).
L’insulina non può essere assunta per bocca poiché, essendo una proteina, viene distrutta dagli enzimi della digestione. Deve quindi essere assunta attraverso la somministrazione iniettiva sottocute (con plurime iniezioni giornaliere, terapia multiiniettiva o con micropompe per l’infusione continua, microinfusore).
Il diabete mellito tipo 1 è oggi una malattia ben curabile: le persone affette, che imparano ad "autogestire" le numerose variabili che influenzano la glicemia, sono in grado di mantenere un buon controllo glicemico, di evitare le complicanze e soprattutto di avere una vita normale.